giovedì 29 ottobre 2009

POTERI NASCOSTI

Presentazione del sito: http://www.poterinascosti.com

 
Questo Blog è suddiviso in tre CATEGORIE: STATO – CHIESA - MAFIA

S T A T O


  Segnaleremo in questa categoria tutta la corruzione esistente nell’ambito dello Stato compresa la collusione con la mafia.  Una  unione questa dilagata, a macchia d’olio, in ogni settore della vita pubblica (Stato, Regioni, Comuni, Province, ASP, ecc..) condizionandone  ogni  aspetto. Non c’è posto per il cittadino intelligente, onesto  ed ossequiente alle leggi. Egli  non è tutelato. Anzi! Non è proprio richiesto.  Sopra la sua testa  passano le mezze figure colluse con la mafia oppure con il politico di turno corrotto che provvedono  a sistemarle nei posti chiave per avere in cambio  prestazioni  ed obbedienza . Esempi di questo tipo si ravvedono soprattutto negli Enti del parastato (sanità, ecc..)  dove  la politica allunga la sua longa manus creandosi posti di comodo mediante la designazione di  Manager, Dirigenti, ecc. a totale servizio dei loro benefattori e super pagati. Il povero cittadino onesto che non vuole aver a che fare con la mafia, la politica e la massoneria deviata, deve accontentarsi delle briciole e, forse neanche di quelle. Ribelliamoci a questo malcostume. Denunciamo i politici corrotti! I Mafiosi! I prepotenti! Coloro i quali ci impediscono di vivere onestamente senza dover abbassare la testa come gli ASINI. Ognuno di Noi deve ritenersi coinvolto in prima persona a denunciare fatti e misfatti di cui ne ha contezza. La funzione di questo piccolo Blog serve anche a questo. Manderemo in onda  video di personaggi Politici indagati  seguendone i processi. Tratteremo anche delle storture esistenti nell’ambito delle istituzioni (ES.: leggi ad personam, Lodi vari, intercettazioni ecc..)

C H I E S A


  Altro settore non meno importante è la Chiesa. E’ Nostro intendimento portare alla luce tutto il marcio che esiste nella Casa di Dio facendo in modo, possibilmente, che la Chiesa, attraverso i suoi organi preposti, possa allontanare definitivamente il clero corrotto, facendo pulizia nel suo interno, come fece, Gesù tanti secoli addietro, quando allontanò dal Tempio coloro i quali praticavano il commercio e la mercanzia. Ovviamente non disdegniamo il confronto costruttivo con tutti (clero compreso) al fine di migliorare e non di distruggere. La Chiesa allontani il maligno che si annida all’interno di un certo clero corrotto (non tutto per fortuna!) ed aiuti il prossimo che muore di fame destinando le risorse economiche  di cui dispone a chi ne ha effettivamente bisogno (es. Africa). Da parte Nostra segnaleremo tutte le storture di gente che operano nella Chiesa ma che sono indegni  di portare l’abito talare (preti pedofili) . Segnaleremo atti e fatti di persone e di Enti che con la Chiesa non hanno niente da dividere ma che pur tuttavia esistono ed operano contro ogni morale. Noi siamo cattolici, crediamo in Dio ma non nel clero attuale.
 

M A F I A

  Parleremo dei più qualificati mafiosi che si sono succeduti nel tempo (Totò Riina, Provenzano, Brusca, ecc..)  dei loro rapporti con lo Stato, con la Politica ed anche con la Chiesa. Manderemo in onda i filmati delle stragi. Parleremo anche del fenomeno, non meno importante, del “Pentitismo” Tutto questo e tanto altro.
I Vostri commenti e le Vostre denunce nella rete sono già un  rimedio ad un male ormai diventato cronico. Vi aspetto con i Vs articoli, video, foto e quant’altro volete pubblicare. Facendo anche girare sui Vs siti gli articoli di questo Blog che nasce, oggi, 27 ottobre 2009. Buona visione a tutti. Fernando


VATICANO s.P.a.

VATICANO SPA I SEGRETI DELLA BANCA DEL PAPA INTERVISTA A GIANLUIGI NUZZI

Fonte:gianluiginuzzi



Vaticano S,p,A.: lo IOR e Giulio Andreotti

Fonte:altratv



Vaticano Banck

Fonte:StaffGrillo



NOSTRO COMMENTO: AMEN!

Roberto Calvi story

La storia di Roberto Calvi



Fonte:Manekineko69

Tratto dalla trasmissione Rai enigma, condotta da Corrado Augias tratta la vita di Roberto Calvi



Roberto Calvi UCCISO DALLA BANCA VATICANA , la sua storia.

La storia di Roberto Calvi, ucciso dalla BANCA VATICANA ( lo IOR )dovrebbe aprirci gli occhi , con tutti i suoi retroscena...ma se non sappiamo valutare neanche il nostro passato, il nostro futuro sarà tutt'altro che roseo come vogliono farcelo sembrare persone dello stesso stampo di quelle presenti in questa storia...

Fonte:secondario




NOSTRO COMMENTO: Amen!

La pedofia

LA PEDOFILIA NELLA CHIESA CATTOLICA

di Avv. Fernando Cannizzaro

Le vicende della pedofilia nell’ambito della Chiesa cattolica non sono né  recenti né  nuove. Ne hanno parlato i Media anni addietro. In Usa hanno avuto il loro culmine. Ne parliamo anche Noi oggi per dare il Ns modesto contributo e per non fare cadere nel dimenticatoio fenomeni così gravi che avvengono nell’ambito delle istituzioni di cui Noi facciamo parte come Cattolici.
La pedofilia è una forma di devianza sessuale che si estrinseca nell’attrazione sessuale da parte di un soggetto sessualmente maturo  (sic!) nei confronti di soggetti che invece non lo sono ancora: bambini, preadolescenti e minorati. Il soggetto maggiorenne che dovrebbe essere sessualmente maturo, a nostro avviso, non lo è affatto. Si porta dietro nell’inconscio  disturbi della psiche che risalgono ad eventi dell’età puberale. Il Pedofilo  è un soggetto sessualmente malato, nel senso che non ha avuto in età puberale un corretto sviluppo sessuale. La conseguenza del suo status porta il pedofilo ad avere dei rapporti con soggetti di età di gran lunga inferiore alla loro: in genere bambini, preadolescenti ed anche minorati. I traumi  che provocano i pedofili  nei soggetti destinatari delle loro attenzioni sono irreversibili e lasciano,  negli adulti che hanno avuto nell’infanzia storie con pedofili, fenomeni a carico della sfera emotiva, relazionale, sociale e di comportamento.
Dicevamo che i preti pedofili hanno scelto come campo di battaglia gli USA anche se non disdegnano altri Stati. Oltre un miliardo di dollari è il costo degli abusi sessuali sui minori per la Chiesa cattolica negli USA. Lo confermano arcivescovi americani e la stampa USA. A Boston è emerso che almeno 800 persone sono state abusate nell’arco di 60 anni da 250 tra preti ed altri operatori religiosi in quello che è stato definito dal Procuratore Generale del Massachusset uno scandalo “ai limiti dell’incredibile” per la sua ampiezza. La diocesi di San Diego è la quinta degli Stati uniti a dichiarare bancarotta. (Fonte: Osservatoriosullalegalità.org)
Un articolo in grande evidenza sul New York Times del 12 ottobre. Una causa civile promossa da 560 persone, i dossier riservati di 126 sacerdoti dell'Arcidiocesi Cattolica di Los Angeles, alcuni risalenti agli anni '30.
Accuse di comportamenti sessuali disdicevoli nei confronti di bambini, che testimoniano 75 anni di abusi. Segnalazioni di casi su casi, senza che la chiesa riuscisse a proteggere i propri parrocchiani.
Secondo il New York Times, in alcuni casi, il Cardinale Roger M. Mahony e i suoi predecessori, in grande riservatezza, indirizzavano i sacerdoti presso assistenti psicologici e successivamente li collocavano in nuovi incarichi, in altri casi, l'assistenza veniva offerta ai genitori per i loro bambini, con la raccomandazione di non far parola dell'accaduto.
Per anni - scrive il quotidiano - le denunce anonime sono state ignorate e ai preti e' stato concesso il beneficio di ogni possibile dubbio. Raymond P. Boucher,avvocato dei promotori della causa, sostiene che le versioni dei dossier che sono state fornite dalla chiesa nell'estremo tentativo di far pulizia dopo le denunce, sono in realta' versioni edulcorate, prive dei dettagli piu' gravi contenuti nelle accuse, e monche delle risposte date dalla chiesa.
Si tratterebbe di atti di buona volonta' tesi a definire una qualche forma di transazione: una forma di pubbliche relazioni, adesso che i primi casi stanno per arrivare in tribunale. Secondo Boucher "i dossier completi dimostrerebbero quanto il problema fosse profondo e pervasivo, e quanto la chiesa ponesse i propri interessi davanti a quelli dei bambini e delle altre persone che subirono molestie da parte dei sacerdoti".
I dossier rivelerebbero che solo di recente la chiesa ha ammesso l'esistenza di comportamenti censurabili fra i propri componenti e ha agito di conseguenza, con la necessaria decisione per cercare di arginarli.
L'arcidiocesi di Los Angeles e' la piu' grande degli Stati Uniti. Finora i casi denunciati di abusi su minori erano pochissimi, ma dopo lo scandalo scoppiato a Boston, dove vennero denunciati piu' di 500 membri della chiesa e i risarcimenti ammontarono a 85 milioni di dollari, la chiesa di Los Angeles ha ricevuto centinaia di segnalazioni, che hanno coinvolto piu' di 250 persone fra sacerdoti e altri lavoratori delle sue istituzioni.
I tentativi di accordo stragiudiziale attualmente in atto riguardano circa la meta' di queste persone. Secondo Michael Hennigan, avvocato dell'arcidiocesi, i dossier con i documenti che la chiesa vuole rendere noti saranno pubblicati sul sito della stessa arcidiocesi oppure su un sito gestito dagli avvocati.
Mentre la diocesi di Boston e' stata costretta a chiudere non poche scuole e parrocchie per finanziare i risarcimenti dei danni, l'arcidiocesi di Los Angeles, secondo l'avvocato Hennigan, dovrebbe avere risorse e polizze assicurative sufficienti ad affrontare le spese per le transazioni.
Tod Tamberg, portavoce dell'arcidiocesi, ha dichiarato che "cio' che la chiesa sta cercando di fare e' riparare il danno fatto e assicurare, per quanto umanamente possibile, che non accada piu'". Ha detto anche che "tutto questo triste capitolo nella storia della Chiesa costituisce un'opportunita' di purificazione". (Fonte: Stati Uniti : decenni di abusi di preti pedofili
di Giulia Alliani da Osservatoriosullalegalità.org.)

Quella di San Diego e' la quinta diocesi degli Stati Uniti a dichiarare bancarotta. "Sono sbalordita. Questo e' il sistema contabile piu' bizantino che io abbia mai visto" ha esclamato la giudice Louise DeCarl Adler, che mercoledi' ha imposto alla diocesi un revisore esterno.
Alla corte erano giunte segnalazioni secondo le quali le autorita' ecclesiastiche stavano cercando di nascondere alcuni assets con l'intento di evitare di pagare i dovuti risarcimenti alle presunte vittime di abusi sessuali da parte di rappresentanti del clero.
Dopo aver prospettato alla diocesi un'eventuale incriminazione per oltraggio alla corte per aver fornito una falsa rappresentazine dei fatti e avere forse violato la legislazione sulla bancarotta, la giudice ha criticato gli avvocati della chiesa per non aver incluso nei documenti previsti ben 770 conti correnti bancari.
Secondo il magistrato i tre avvocati si sarebbero accordati con le parrocchie per creare dei nuovi conti separati da quelli della diocesi.
Gli avvocati delle presunte vittime accusano la chiesa di effettuare ripetuti tentativi di ridurre la somma disponibile per gli eventuali risarcimenti. Duecento milioni di dollari costituiscono la somma ritenuta congrua per una riparazione. ( F USA : preti pedofili , giudice mette sotto controllo patrimonio chiesa di Giulia Allianonte: sito: Osservatoriosullalegalità.org)
Questi casi documentano – senza ombra di dubbio – come la Chiesa invece di attivarsi tempestivamente ad espellere dal suo interno il clero pedofilo, abbia palleggiato tale situazioni per anni, perpetuando così gli abusi ed i reati del clero incriminato – rendendosi complice - senza intervenire – di quanto commesso  dai religiosi pedofili. Avrebbe, invece, dovuto affidarli, immediatamente, alle competenti autorità civili per il seguito di competenza. Certo, questa dei preti pedofili è una pagina che certamente non fà onore alla Chiesa e, meno che mai, all’attuale Pontefice,  Joseph Ratzinger che, se non fosse stato eletto Papa, sarebbe stato sotto processo negli USA. Come non fà onore l’Opus Dei che è peggio dei preti pedofili. Ma di questo ne abbiamo già parlato in un Ns articolo su questo sito. Sulla pedofilia guarda pure il video di Pino Nicotri, cliccando nella Categoria Clero.


Crimini in Vaticano

CRIMINI IN VATICANO PARTE PRIMA



di Giorgio Bongiovanni Misteri, crimini e omissioni all'ombra della cupola Vaticana. Nella prima parte del nostro dossier i legami dell'alta prelatura vaticana con la finanza criminale, le mafie e i corrotti del nostro tempo Ho scritto il 21 dicembre 2008:


Premessa:

   “ Mi sento un uomo di fede e come tutti sanno da vent’anni vivo la mia esperienza spirituale personale, ma sono anche un giornalista impegnato, quale direttore di ANTIMAFIA Duemila, nel cercare di dare il mio contributo all’affermazione della democrazia, della liberta, della giustizia e della fratellanza nella mia terra natia, la Sicilia, il mio Paese, l’Italia, in Europa e nel mondo intero.
Mi riconosco negli insegnamenti Cristiani della Chiesa Cattolica, anche se ho sviluppato idee per certi versi eretiche rispetto a quelle ufficialmente proclamate dalla Chiesa, concetti di filosofia universale e cosmica contemplati da molte scuole spirituali d’oriente e dello stesso occidente, che tuttavia non mi impediscono di individuare all’interno dell’istituzione cattolica l’operato di autentici Ministri di Cristo. Uomini e donne che vivono il sacerdozio a “imitazione di Cristo”, rendendo vivo e concreto il Vangelo come don Luigi Ciotti, che mi ha concesso l’onore di battezzare i miei figli, come Padre Alex Zanotelli, come Madre Teresa di Calcutta così come credo nella santità delle stimmate di Padre Pio.
Questa premessa è per specificare che quanto leggerete in questo dossier non è l’attacco di un ateo anticlericale né tanto meno la provocazione di un polemico, è invece un grido, un richiamo accorato affinché venga fatta pulizia all’interno della Chiesa di Pietro che Cristo chiamò la casa della preghiera. Perché quando tornerà non abbia a dover ripetere quanto già disse una volta: “Voi fate della mia casa di preghiera un covo di ladri” (Giovanni 2, 16 : Marco 11, 15-17: Luca 19, 45-46: Matteo 21, 12-13) 
Quindi nel rispetto del credo di tutti i fedeli questo è il mio intento.



crimini e silenzio

L’intera storia della Chiesa Cattolica, soprattutto nell’esercizio del suo potere temporale, è costellata di crimini, scandali, violenze, soprusi, menzogne e mistificazioni. Da secoli e per secoli l’Istituzione cattolica romana ha costruito il suo impero sull’inganno diventando uno degli attori principali di quel sistema mondiale che ha diviso il pianeta in ricchi predatori e in poverissimi depredati. Quello che solo oggi è visibile agli occhi di tutti è la risultante di centinaia di anni di prevaricazione e prepotenza che hanno determinato l’incolmabile divario tra i popoli, tra le razze e la devastazione del sistema ambientale ad esclusivo beneficio di pochi potenti, intoccabili e impuniti che ingrassano le loro smisurate ricchezze affamando interi popoli. Anche il Vaticano è responsabile del miliardo di persone che ogni giorno muore nel genocidio più drammatico di tutti i tempi, quello provocato dalla fame e dalla estrema povertà, perché ha stretto accordi e affari con i dominatori disonesti di ogni dove, prestando le sue segrete stanze ai criminali di ogni tempo, dittatori, mafiosi, assassini, speculatori, finanzieri senza scrupoli, politici corrotti, tutti illustri colletti bianchi e porpora. Solo di alcuni di questi, dei più piccoli e più sacrificabili tra i pesci, si sono potute ricostruire le storie criminali e senza mai alcuna conseguenza per gli alti prelati vaticani, protetti dalle solide e sontuose mura di alabastro e dal silenzio compiacente dei maggiori  mass-media che sono controllati dai medesimi gruppi di potere in cui siedono cardinali e vescovi.
Non deve meravigliare perciò che di tutto il rumoreggiar che si è fatto dello scandalo dei cosiddetti “furbetti del quartierino”, dagli sms privati al vergognoso attacco che ha destituito il pg Clementina Forleo dalle proprie funzioni, poco, pochissimo risalto ha avuto invece un risvolto di questa inchiesta, a mio avviso, per niente secondario. Solo l’attenta penna di Curzio Maltese su Repubblica e un paio di ottimi libri (Capitalismo di rapina, Biondani, Malagutti, Gerevini Ed. Chiarelettere e (Onorevoli wanted, Travaglio e Gomez Ed. Riuniti) hanno riportato quanto uno dei principali protagonisti di quest’ennesima truffa ai danni degli italiani, Gian Piero Fiorani, ha raccontato in un brevissimo verbale ai magistrati che lo interrogavano.
Prima però facciamo un piccolo passo indietro.



Nuove facce, un unico infallibile metodo

Gian Piero Fiorani è un uomo brillante e carismatico. Ha solo 19 anni quando entra alla Banca popolare di Lodi. Le sue doti emergono immediatamente e nel giro di pochi anni sale i gradini della gerarchia interna alla Bpl conquistandosi la fiducia personale del grande patron Angelo Mazza che gli affida incarichi sempre più delicati in diverse parti d’Italia, a Firenze e in Sicilia, per farne poi uno dei suoi prediletti. Il giovane pupillo viene infatti a conoscenza dei conti segreti esteri di cui dispone la banca e apprende con grande celerità il sistema per guadagnare, far guadagnare e intraprendere una sfolgorante carriera. Il destino gli serve presto l’occasione per mettere in pratica tutto quanto assimilato con tanta perspicacia. Mazza muore improvvisamente a soli 58 anni nel 1997 e viene sostituito da Ambrogio Sfondrini ma solo per due anni; nel 1999, infatti, l’amministratore delegato della Banca di Lodi è Gian Piero Fiorani.
Fino al 2005, quando la sua stella precipiterà dal firmamento della finanza Fiorani farà compiere un enorme salto di “qualità” alla Bpl inserendola nella rosa dei primi dieci istituti finanziari italiani. Il metodo è vincente. Si circonda di un gruppo di fedelissimi che inserisce ai vertici dei vari posti di comando, gratifica i suoi dipendenti più audaci e molto poco schizzinosi con bonus da favola e traghetta una banca di provincia tra i colossi italiani fino a sfidare un Golia europeo come l’olandese Abn Amro.
Il tutto, come dimostrerà la magistratura, truccando le carte e violando ogni regola e, naturalmente non da solo.
Oltre ai suoi fidati Gianfranco Boni, “mago della finanza”, Attilio Savaré suo alter ego in amministrazione, Giovanni Vismara, suo consigliere in strategie e Donato Patrini, sua longa manus nei delicatissimi rapporti con i politici, Fiorani stringe alleanze fondamentali con i nomi di primo piano della scena nazionale italiana, imprenditoria e finanza comprese.
Grazie ad un sofisticato sistema di truffe e speculazioni ai danni dei correntisti e dei risparmiatori, grazie soprattutto ad accurate e continue operazioni di insider trading (ossia sapere in anticipo notizie riservate sugli investimenti ndr.) Fiorani e i suoi creano e rimpinguano a dismisura un infinito numero di conti correnti esteri sparsi in tutto il mondo, dalle Cayman a Singapore passando per la Svizzera e il Liechtenstein, ai quali attingere per foraggiare questo o quel personaggio a seconda delle necessità e delle ambizioni.
Forte di questa rete l’Ad della Bpl, che poi nel 2005 cambierà il suo nome in Banca Popolare Italiana, prepara il big business, il colpo più importante della sua vita: la scalata all’Antonveneta.
Il tipico scandalo italiano che rivela, ancora una volta, l’intreccio affaristico-criminale tra interi pezzi della classe dirigente del nostro Paese che specula e ingrassa sulle spalle di ignari e inermi cittadini.
E’ l’estate del 2004 quando Fiorani rivela a un selezionatissimo gruppo di uomini collocati nei punti strategici la sua intenzione, almeno la prima: assumere il controllo di Antonveneta assieme al gruppo di azionisti di Hopa, la creatura finanziaria di Emilio Gnutti (Hopa sta per Holding di partecipazioni ndr).
Fiorani informa per primo Gnutti, ovviamente, e poi Luigi Grillo, esponente di Forza Italia affinché metta al corrente Berlusconi delle sue mire, Ennio Doris, presidente berlusconiano di Mediolanum, Bruno Bianchi, uno degli ispettori di Bankitalia, Fabio Pelenzona vice presidente di Unicredit, consigliere di Mediobanca, esponente della Margherita e molto utile per i suoi contatti con la famiglia Benetton che detiene quote di Antonveneta, Don Gianni Bignami, prete esperto di finanza molto ben introdotto in Vaticano e soprattutto il suo interlocutore più importante Antonio Fazio, il presidente della Banca d’Italia, dalla cui firma dipende il successo del suo piano.
Fiorani inizia a muoversi per dotarsi degli elementi fondamentali di cui necessita: il consenso di coloro che contano, la situazione politica favorevole e fidati amici cui far rastrellare illegalmente le azioni Antonveneta con il denaro fornito con infiniti giri dall’estero proprio dalle casse occulte della Bpl. Gli ostacoli? Molti, ma non sono un problema: si superano comprando o ricattando, sono tali e tanti i favori che ha elargito in ogni direzione da poter passare a batter cassa in ogni sponda.
Quando infatti la Lega Nord dichiara di voler votare le nuove norme sul risparmio andando di fatto a limitare il potere di Fazio basterà una sola telefonata di Fiorani a ricordare ai vertici del partito di quel favorino che fece loro salvando dal crack certo la Credieuronord, la banca dei “purissimi” contro “Roma ladrona” fatta fallire a tempo di record con un debito enorme che si sarebbe scaricato sulle spalle degli esigenti imprenditori padani.
Il banchiere di provincia non perde un colpo, si trasferisce letteralmente al Senato e cura di persona, uno per uno, i rapporti con i vari politici per proteggere la posizione di Fazio che, naturalmente, contraccambia tanta sollecitudine.
Quando la Abn Amro nel marzo del 2005 annuncia l’Offerta pubblica di Acquisto (Opa) su Antonveneta, Fazio limita e dilata la scalata olandese favorendo quella ancora non dichiarata da Fiorani che nel contempo è riuscito a mettere insieme altri 18 investitori prestanome e denaro sufficienti per realizzare il suo sogno.
A comprare in sordina le quote della banca padovana sono tra gli altri un gruppo di rapaci imprenditori bresciani legati a Gnutti, Stefano Ricucci, Francesco Bellavista Caltagirone e altri tutti in percentuali sotto i limiti per cui andrebbero dichiarate sul mercato (2% per la Consob e 5 % per Bankitalia ndr).
Tuttavia il capo della banca olandese Rijkman Groenik ha già cominciato a sentire puzza di bruciato. E’ il momento di ingaggiare le contromosse premendo anche sugli organismi di vigilanza europea che avviano le prime richieste di verifica. Fiorani però non si perde d’animo e con la complicità di Fazio riesce a far credere che le azioni comprate dai 18 investitori non rientrano nella cosiddetta “azione di concerto”, cioè non agiscono sotto la sua regia. Nessuno, nemmeno la Consob, andrà a verificare che i soldi per l’acquisto delle azioni vengono dalla Bpl.
Nel frattempo il Banco di Bilbao lancia l’Opa sulla Bnl in cordata con le Generali e Della Valle. Ad opporsi un altro eterogeneo gruppo di “furbetti” tra cui gli immobiliaristi Danilo Coppola, Statuto e altri investitori tra cui sempre Ricucci, Gnutti e soprattutto Caltagirone.
Quando Giovanni Consorte, il numero uno di Unipol, super appoggiato da D’Alema e Fassino come rivelano le intercettazioni che non sentiremo mai e per le quali il gip Forleo ha perso il suo posto, lancia la sua Opa su Bnl, tutti i “furbetti del quartierino” gli venderanno le loro quote realizzando guadagni da capogiro e favorendo la scalata italiana sponsorizzata a gran voce dai politici nostrani che per difendere i propri interessi tuonano contro l’assalto delle banche estere a quelle italiane.
Le pressioni europee però mettono in difficoltà Bankitalia all’interno della quale si crea una vera e propria spaccatura tra gli uomini del presidente Fazio che difendono a spada tratta Fiorani e altri che invece redigono un rapporto nel quale considerano la Bpl non in grado di far fronte alla gestione di Antonveneta. Un braccio di ferro intestino che si arresta solo con l’intervento della magistratura che già da diverso tempo, grazie ad un testimone, Egidio Menclossi, scaricato da Fiorani perché faceva troppe domande, sta indagando su Fiorani e compagni. Il mago di Lodi verrà arrestato trascinando in rovina per primo Fazio e poi tutta la brigata di avventurieri che avevano trafficato e lucrato con lui. Antonveneta come noto sarà poi acquisita da Abn Amro e Bnl da Bnp Paris Bas.
Sarà quindi la magistratura ancora una volta a riportare ordine dopo l’assalto di pirateria con cui questa nuova razza predona ha fatto e continua a fare scempio dei profitti del lavoro onesto dei cittadini, assumendosi, da sola, la responsabilità del controllo e della sanzione che invece dovrebbe venire anche dagli altri organi preposti oltre che, manco a dirlo, da una politica e da un’imprenditoria onesta e trasparente. Ma non è così che funziona il sistema, anzi è anche peggio.



30 miliardi e Amen

Si è discusso a lungo di tutta questa faccenda sui giornali italiani, in particolare per alimentare la solita bagarre politica necessaria a nascondere sotto il gigantesco tappeto le molte responsabilità e le molte cointeressenze nelle scalate bancarie. Non si è parlato quasi per niente invece di alcuni cruciali passaggi della carriera di Gian Piero Fiorani alle cui origini c’è la sua naturale predisposizione agli ambienti cattolici e della Dc. Ancora prima di entrare in banca il giovane lodigiano scriveva su Il cittadino di Lodi e su L’Avvenire ed è proprio grazie alla frequentazione di Antonio Fazio che viene introdotto nelle alte sfere dell’episcopato. Nel 2000, poco dopo essere diventato amministratore delegato della Bpl, entra in contatto con il cardinale Ruini, presidente della Cei, (la conferenza episcopale italiana, cioe’ il parlamento del vaticano) con il quale mette a punto una serie di progetti per la ristrutturazione e la costruzione di parrocchie. Per analogia si potrebbe paragonare il ruolo di Fiorani e della Banca di Lodi a quello che ebbero Roberto Calvi e l’Ambrosiano anche se in proporzioni minori e fortunatamente con un epilogo meno drammatico. Entrambi però sono stati banchieri spericolati che si sono fatti strada nel mondo della finanza anche per il giusto altolocato contatto con la finanza vaticana. Della reale entità del rapporto di Fiorani con il Vaticano si conosce appena un accenno, quello che il banchiere stesso rivela ai magistrati di Milano che lo interrogano il 10 luglio 2007.
E’ Fiorani a introdurre l’argomento e lo fa con una lamentela: “Io ho perso ogni tipo di credibilità, di referenza con la Chiesa – spiega al pm Fusco – Mi dispiace dirglielo, l’ho persa completamene… (…) L’ho contestato al Cardinale Re, che ho rivisto, l’ho contestato ad altri personaggi perché ho detto: ‘Voi siete un’associazione che è la peggiore che c’è al mondo, no un conto è la fede, un conto è la Chiesa’ (…) ‘Voi vedete uno che vi dà i soldi, come io vi ho sempre dato i soldi in contanti, contabile che ho, ma andava tutto bene. Dall’altra parte quando una persona poi è in disgrazia, non fate neanche una chiamata a sua moglie per sapere se sta bene o male’. Io l’ho apertamente detto. Sa cosa mi hanno risposto? Che la chiesa è fatta di uomini e gli uomini sbagliano”.
Lo sfogo prosegue con una confessione e una pseudo minaccia di vendetta: “… io contesterò nelle sedi opportune… perché io i primi soldi neri li ho dati al Cardinale Castillo Lara, quando ho comprato la Cassa Lombarda. Che mi ha chiesto di dargli 30 miliardi delle vecchie lire possibilmente su conto estero, non sul conto del Vaticano. Io allora beh, tranquillo, con Mazza dico: ‘Allora, mi dia il conto del Vaticano che bonifichiamo la somma’, ‘No, bonifichiamo Bsi (Banca Svizzera Italiana) Lugano, mi dice’.
Alle domande del pm Fiorani chiarisce tutto l’antefatto. Una quota della Cassa Lombarda, il 30%, è di proprietà dell’Aspa (Amministrazione del patrimonio della sede apostolica) di cui dal 1989 è presidente il cardinale venezuelano Rosario Josè Castillo Lara. Il quale, secondo la ricostruzione del banchiere, avrebbe chiesto di far transitare il denaro tramite conti esteri per farlo poi depositare in un conto presso la Bsi di Lugano. La quota del Vaticano fu infatti prima intestata ad una società della Banca Svizzera poi girata alla famiglia Trabaldo Togna proprietaria della Cassa Lombarda che poi avrebbe venduto alla Lodi.
La ragione di questo giro è presto detta: “Noi abbiamo dichiarato un valore troppo basso – gli dice il cardinale – paghiamo troppe plusvalenze, allora facciamo un’operazione estero su estero”. E Mazza, al tempo patron di Bdl, siamo nel 1995, ordina al suo giovane pupillo di eseguire: “Va beh, vai là, fallo”.
Così Fiorani trasferisce con un bonifico bancario i 30 miliardi delle vecchie lire su questo conto svizzero e aggiunge al magistrato: “Ci sono tre conti del Vaticano (alla Bsi di Lugano ndr.) che erano su penso, non esagero, dai due ai tre miliardi di Euro.!”.
Inutile dire che non è stato possibile effettuare alcun accertamento sulle dichiarazioni di Fiorani che riguardano la finanza Vaticana come in nessuno dei casi che in passato hanno coinvolto i vertici porporati. Intoccabili, ingiudicabili, improcessabili, qualsiasi sia il crimine o l’ingiustizia da loro commessa.
Eccone un dettagliato elenco, a valutare siano almeno i cristiani.

A futura memoria

Nel dossier sulla storia blasfema del Vaticano che nelle prossime settimane pubblicheremo ricostruiremo alcuni dei fatti più eclatanti che hanno visto il coinvolgimento dei vertici dell’istituzione della Chiesa cattolica in crimini più o meno gravi. Partecipazioni dirette e indirette, compiacenze e terribili omissioni.
La benedizione di dittature e violenze di massa, i genocidi di indigeni e le prevaricazioni razziali, la collusione con potenti e corrotti, le cointeressenze con speculatori e mafiosi, le cospirazioni internazionali contro i governi avversi, il riciclaggio, il silenzio e i misteri consumati all’interno delle mura vaticane, il messaggio di Fatima, la morte di Papa Luciani, i privilegi fiscali e il più orribile dei crimini: la pedofilia.
Un viaggio dentro Babilonia la grande spaccata al suo interno dall’operato misericordioso e santo di tanti missionari osteggiati e sacrificati per restituire almeno un po’ di dignità al Credo cristiano sepolto sotto cumuli di ricchezza e nefandezze che nulla hanno a che vedere con gli insegnamenti di Gesù Cristo il quale implacabilmente ricorda ai traditori della Sua Chiesa i Comandamenti e le leggi della vita Universale:

 “Ama il prossimo tuo come te stesso”. (Matteo, 19,16-10). Le dittature e le guerre sante della chiesa cattolica hanno tradito Cristo.

“ E’ più facile che un cammello passi nella cruna dell’ago che un ricco entri nel regno dei Cieli”. (Matteo, 19,24) La corruzione e il potere della Chiesa Cattolica hanno tradito Cristo.

3. “Chiunque scandalizza uno di questo bimbi farebbe meglio a gettarsi in mare con una macina al collo”. (Matteo,18,11-10)  La pedofilia all’interno della Chiesa cattolica ha tradito Cristo.

Diceva Giordano Bruno, il grande filosofo italiano del XVI sec, bruciato sul rogo di Campo de Fiori a Roma proprio dalla Chiesa Cattolica il 16 febbraio del 1600: “La religione è indispensabile all’uomo cosi come la filosofia. Non è possibile una società senza religione tra i popoli. Ma la religione ed in particolare quella cattolica romana deve cambiare, ritornare alle origini, deve essere strumento di fratellanza e convivenza civile tra gli uomini e non centro di potere”. Il Messaggio di questo Eterno Spirito che muta nel tempo lo faccio mio oggi. Noi non siamo contro le religioni e gli insegnamenti Universali. Noi siamo contro quei Criminali vestiti da Uomini che esercitano il potere tiranno nel nome di Cristo personificando quel blasfemo valore che inesorabilmente sta conducendo la società umana al fallimento e all’autodistruzione: l’inganno, che è peggiore del tradimento.

Buon Natale agli assetati di Giustizia, ai sofferenti e agli amanti dell’Amore.




CRIMINI IN VATICANO PARTE SECONDA

di Giorgio Bongiovanni - 22 maggio 2009

Premessa
Per tutti coloro che non hanno avuto modo di leggere la prima parte di questo dossier, desidero ribadire lo spirito con cui è stato concepito e scritto.


Crimini in Vaticano non è e non vuole essere un attacco alla fede cristiano-cattolica e tanto meno ai suoi fedeli. E’ piuttosto il richiamo di un credente che non può accettare di vedere la figura e gli insegnamenti del Maestro Gesù Cristo disattesi, stravolti e traditi da chi dovrebbe invece rappresentarli, viverli e farli vivere. E’ una chiamata in causa che dovrebbe coinvolgere tutti i cristiani che vogliono tutelare e difendere l’integrità del loro Credo per indurre i vertici della più grande delle confessioni cristiane ad intraprendere un profondo cammino di ravvedimento spirituale e materiale.
E’ quindi con intenzione tutt’altro che anti-clericale e con spirito di servizio che vi invito a leggere quanto segue. G.B.


Prefazione


“Guai a voi scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima della menta, dell’aneto e del cumino, e trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste cose bisognava praticare, senza omettere quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!” (Matteo cap 23, vv 23, 24)

Pensare di poter assoggettare i popoli con il Vangelo è pura contraddizione in termini.
Pur ammettendo errori di traduzione e persino malevole manipolazioni il messaggio di colui che i cristiani ritengono essere il Messia è chiaro nella sua essenza a dispetto dei secoli.
A leggerlo e rileggerlo con mente aperta si colgono nell’immediato principi che, se compresi e praticati, scardinerebbero alla base il sistema di iniquità e sopraffazione che persiste oggi come allora ed è mutato solo nei suoi aspetti più esteriori.
Le parole di Gesù Cristo, sferzanti con ricchi e potenti, e colme di misericordia e perdono per i comuni peccatori, stabiliscono i criteri fondamentali per erigere sulla terra “il regno dei Cieli” che fuor di parabola altro non è se non la società cui tutte le persone oneste (i buoni, i miti, i mansueti, i giusti… del discorso della montagna) auspicano: giusta, prospera e solidale.
Sin dagli esordi il cristianesimo non ha saputo tradurre in azione la portata rivoluzionaria della “buona novella” rimanendo imprigionato nel formalismo delle dottrine a difesa delle quali è scivolato progressivamente nella deriva della violenza, del fanatismo e dell’intolleranza.
La babele di interpretazioni che ne è poi scaturita non ha fatto altro che separare e contrapporre i popoli impedendo all’uomo la possibilità di vivere la salvezza del Vangelo.
Le Chiese sempre più avide di potere temporale si sono insinuate in quel gioco di prepotenza, corruzione e inganno da cui l’insegnamento cristico, invece, ci avrebbe potuti “rendere liberi, ma liberi davvero”.
Scribi e farisei di ogni sorta e ogni tempo hanno adattato ai loro ignobili scopi la figura di Gesù Cristo facendone vessillo di arroganza e sottomissione, icona da idolatrare e temere, strumento di ricatto e di superstizione. In suo nome si è ucciso e si uccide, si è mentito e si mente, si è affamato e si affama, si è violentato e si violenta, si è punito e si punisce, si è ingannato e si inganna…
L’immaginetta di un Gesù prima vendicativo e poi buonista ha formato generazioni di credenti convinti che la dimensione del vero cristiano si limiti ad un sufficiente buon comportamento individuale e, nella migliore delle ipotesi, ad una solidarietà del tempo libero o della fugace seppur magari cospicua offerta.
In realtà il messaggio del figlio di Dio risuona come una possente chiamata al concreto cambiamento.
Fornisce la chiave di volta, la soluzione, per rimuovere le cause delle sofferenze e non soltanto i metodi per curare gli effetti. Chiama all’amore per il prossimo, tutto il prossimo, al perdono poiché nessuno è esente dal peccato e ancor prima di tutto alla Giustizia.
Tre pilastri che le Chiese hanno reso concetti astratti concentrando l’attenzione dei fedeli sui riti, sulle formalità, sulle esteriorità ipocrite e indirizzando la buona fede e la buona volontà sull’assistenzialismo che se non è fondato su un progetto di dignità e riscatto non produce altro che ulteriore povertà e degrado.
Eppure vi sono servitori di Cristo che hanno saputo incarnare il Vangelo rendendolo vivo piuttosto che ridurlo ad un libello per il circolo culturale dei benpensanti.
“In quarant’anni – spiega don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e di Libera - ho imparato che una società felice è quella dove ci sono meno solidarietà e più diritti. La bontà da sola non basta, a volte anzi è un alibi per lasciare irrisolti i problemi. Questa bontà ci rende complici di un sistema fondato sull’ingiustizia, che poi delega ad un pugno di volontari la cura delle baraccopoli perché non diano troppo fastidio. I volontari del Gruppo Abele, cattolici o no, non hanno certo rimpianti per la vita che si sono scelti. Erano tutto quanto volevamo fare. Ma non quanto potevamo fare. Si ha sempre l’impressione di rincorrere i problemi. La questione è reclamare più giustizia, non offrire come carità ciò che dovrebbe essere un diritto”.
Poche parole, semplici, precise che rammentano senza equivoci o mediazioni al cristiano che può e deve pretendere dalle varie istituzioni che dovrebbero rappresentarne i valori di attivarsi al fine di incidere realmente sugli equilibri e sulle politiche che fanno della terra promessa un inferno.
Pur tenendo conto delle umane debolezze e delle terribili condizioni geopolitiche che hanno segnato la storia delle nazioni è fuor di dubbio che la maggior parte dei capi religiosi e, restando in Italia, dei vicari di Cristo: i papi della Chiesa Cattolica, abbia agito senza scrupoli avvantaggiandosi dei tiranni e ricorrendo a orrende pratiche di tortura pur di mantenere inalterato lo stato di soggiogamento e terrore con cui hanno dominato i popoli.
Le crociate, l’inquisizione, il cristianesimo imposto con la violenza ai nativi delle nuove terre, gli intrighi di palazzo, gli assassini impuniti, le morti misteriose, le alleanze, le dittature, i grandi affari…
In 2000 anni la Chiesa Cattolica è stata capace di ammodernare i suoi crimini più di quanto non abbia fatto con le sue vedute.
Eppure vi sono stati papi dalla guida illuminata che hanno tentato di ricondurre la chiesa nell’alveo dell’insegnamento cristico. Se non vi sono riusciti però è perché hanno dovuto cedere al ricatto della compromissione oppure perché sono stati eliminati con la forza.
Certo non si possono porre sullo stesso piano papa Borgia, ricco, potente e spregiudicato, e papa Benedetto XV, che levò la voce contro la guerra, o Giovanni XXIII e la sua apertura sociale del vangelo e Pio XII che invece tacque e usò i genocidi per “difendere” la fede, ma il risultato finale è quello sotto gli occhi di tutti.
Da una parte una chiesa ricca, opulenta, potente intricata con le manovre politiche economiche che divorano il mondo e dall’altra una chiesa di sacerdoti e suore veri vicino alla gente e agli ultimi del mondo.
Così il Vaticano mantiene la sua influenza tra i grandi e si accaparra il consenso dei piccoli che nei suoi uomini più veri vede una speranza di sopravvivenza. Con una mano affama con l’altra sbriciola avanzi, con una commercia in armi con l’altra lenisce le ferite, con una gioca in borsa e con l’altra destina spiccioli ai più disperati… Con una crea la domanda, con l’altra una misera offerta. Potere e consenso, in una sola mossa.
Le pagine che seguiranno, ben lungi da presentare un esaustivo escursus della storia della Chiesa Cattolica, vogliono offrire un’opportunità, non soltanto di conoscere i crimini e le abnormi contraddizioni di un’istituzione antichissima che è sopravvissuta ad ogni tempo, ma soprattutto di comprendere il grande inganno, l’enorme specchio per le allodole che porta credenti e non credenti a pensare di poter vivere con la coscienza a posto e per molti di sentirsi buoni cristiani quando ogni giorno, ogni minuto, la fame, la violenza, la disperazione e il terrore attanaglia la vita di milioni e milioni di esseri umani: il nostro prossimo.
Oggi non ci si può più nascondere con l’alibi dell’ignoranza medievale, ricchi e poveri, tutti siamo chiamati all’altruismo quotidiano e alla pretesa di giustizia come forme di politica sociale per i popoli. Nessuna civiltà è tale se sviluppo e progresso sono esclusiva prerogativa di pochi. Non esistono cristianesimi della mondanità, gesù dei potenti e dei ricchi.
Esiste un Gesù Cristo con il Vangelo per gli uomini e le donne di ogni tempo e le sue parole sono chiare ed inequivocabili:
“Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei non entrerete nel regno dei Cieli”.



NOSTRO COMMENTO: Condividiamo questo lungo articolo di Giorgio Bongiovanni e lo facciamo girare perché i cattolici conoscano e valutino  la profonda crisi di valori che esiste  all’interno del Chiesa e di parte del clero.